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Al di Fuori del Vortice 

In quest’opera Moira Sperolini ci restituisce una rappresentazione semplice ma efficace del pensiero buddista.

Due elementi artistici – macroscopici e contrapposti – si identificano all’interno di essa: lo sfondo E' il soggetto principale. 

 

Il fondo multiforme, che avvolge l’opera espandendosi dal suo centro, E' ammaliante, disordinato, incostante. Lo scenario così esposto rappresenta il mondo che ci circonda e le molteplici sfaccettature che lo compongono: ammaliante ma allo stesso tempo scomposto E mutevole.

L’artista ha voluto lavorare con materiali opulenti, perle e gemme brillanti che si incastonano in un ondeggio concentrico di colori caldi e freddi, di toni dorati, celesti e marini. Si compone quasi una nebulosa negli strati esterni, che si tramuta all’interno in sorta di fiamma ardente.

La figura in meditazione, seduta su di un fiore di loto, rappresenta l’accesso alla propria interioritA';  E' la via per il raggiungimento dell’equilibrio con il mondo circostante, mutevole e turbinoso.

 

La geometria rigorosa, proporzionata del meditatore – che si staglia nettamente dagli elementi in secondo piano con una tridimensionalitA' solida, uniforme e compatta – restituisce bene quest’idea: nulla lo puO' turbare, perchE' egli ha raggiunto la pace interiore. Il meditatore E' come se sbocciasse all'interno del tutto.

La bellezza del mondo E' incantevole ma effimera. Gli unici terreni stabili possono essere coltivati soltanto dentro noi stessi.